Multe a pioggia, Confesercenti all’attacco
A Bressana c’è chi raccoglie firme, mentre Sforzini si appella al sindaco
LA POLEMICA
BRESSANA. «Nei piccoli paesi i vigili devono usare cautela e buon senso». E questo il commento, breve ma retto, di Luca Sforzini, segretario provinciale della Confesercenti, sul numero delle multe che, da quando a Bressana Bottarone è avvenuto il «cambio della guardia» tra i componenti della polizia municipale, sono letteralmente raddoppiate.
«Da qualche anno le proteste sono aumentate, soprattutto da parte dei commercianti di Bressana, uno dei paesi oltrepadani più a rischio multe -lamenta Sforzini – I gestori dei bar hanno presentato diverse lamentele sul comportamento dei vigili e soprattutto sul nuovo sistema di segnaletica, che consente il parcheggio, oltre che nella piazza, solo in poche tratti di strada. Non è accettabile che nei piccoli Comuni si crei una condizione di sofferenza nei confronti dei proprietari di negozi, visto che su di loro gravano già le tasse e le spese di gestione».

A Bressana in molti si lamentano, oltre che per la segnaletica che non permette di parcheggiare nelle zone in cui si concentrano le attività commerciali, anche per il fatto che il Comune tra qualche anno diventerà un paese dormitorio. Sforzini prosegue: «Non bisogna disincentivare il commercio con questo tipo di politiche, in un momento in cui il commercio è in bilico, soprattutto nei piccoli centri come Bressana e l’hinterland cittadino, che si trovano nelle vicinanze di centri commerciali. Mi rivolgo al sindaco di Bressana e chiedo un intervento personale sulla vicenda, che mi sembra quanto meno opportuno visto che la sicurezza e l’ordine pubblico in un Comune così piccolo sono compito primario del sindaco≫.
A Bressana Bottarone sono rimasti ormai una decina di negozi, dei quali cinque sono di generi alimentari, destinati a chiudere in questa stagione di grande crisi del commercio.
«E’ paradossale – conclude Sforzini – che a Bressana siano in forte espansione le zone residenziali e cresca il numero degli abitanti, ma non si riesca a rilanciare il commercio, facendo di Bressana un “paese dormitorio”. Spero che il sindaco interven- ga, soprattutto per evitare le proteste dei cittadini, spesso multati per aver preso un caffè al bar o un’aspirina in farmacia. La cosa mi sembra vergognosa».
Intanto, mentre i vigili di Bressana continuano il loro lavoro senza sosta, alcuni residenti stanno raccogliendo firme perché vengano potenziati i controlli sulle strade soprattutto durante la notte.
«La polizia muncipale multa le auto in divieto di sosta – commentano alcuni commercianti – e poi permettono che due ragazzini viaggino in due e senza casco su uno scooter».
Barbara Caputo