Illustrazione editoriale originale generata con IA.
Sono aperte dalle 12 del 9 settembre le domande per l’Avviso Oratori 2026, che mette a disposizione 6,5 milioni di euro per progetti educativi, sociali e sportivi. La finestra si chiuderà alle 12 del 9 ottobre. Il contributo massimo per ciascun progetto selezionato è di 50.000 euro.
L’apertura della piattaforma è il passaggio operativo confermato dal Dipartimento per lo Sport. La misura sostiene la funzione degli oratori nelle comunità, attraverso formazione degli operatori, sperimentazione di metodologie e attività che colleghino sport ed educazione. Per gli enti interessati, il mese disponibile serve a trasformare un’idea in una proposta completa, con destinatari, calendario, responsabilità e costi verificabili.

Il nuovo passaggio: si può presentare la domanda
La pagina del Dipartimento aggiornata il 9 settembre comunica l’attivazione del sistema. La candidatura deve passare dalla piattaforma ufficiale degli avvisi: accesso e compilazione sono parte di una procedura telematica, che termina con l’invio e la ricevuta di corretto inoltro.
Il termine è fissato a mezzogiorno, non alla fine della giornata del 9 ottobre. Questo dettaglio conta nell’organizzazione del lavoro: raccogliere documenti e verificare l’accesso con anticipo permette di riservare gli ultimi giorni al controllo, anziché alla ricerca di allegati mancanti.
Il testo integrale dell’avviso prevede l’accesso tramite SPID del legale rappresentante dell’ente. Le interlocuzioni relative alla procedura, comprese eventuali integrazioni e chiarimenti sulla documentazione, si svolgono attraverso il sistema indicato dal Dipartimento.
Chi può richiedere il contributo
Fra i soggetti ammessi figurano parrocchie, enti ecclesiastici della Chiesa cattolica ed enti delle altre confessioni religiose con intesa con lo Stato. Possono partecipare anche associazioni del Terzo settore iscritte al RUNTS che operano presso oratori parrocchiali, alle condizioni specificate nell’avviso.
Per le associazioni ex ONLUS, il documento richiede l’operatività presso gli oratori e una domanda di iscrizione al RUNTS presentata entro il 31 marzo 2026, quando il relativo procedimento non sia ancora definito alla data della richiesta di contributo. Non basta quindi riconoscersi genericamente nella finalità sociale del progetto.
I documenti dipendono dalla natura dell’ente
Per gli enti religiosi sono richiesti atti relativi al rappresentante e al riconoscimento della natura giuridica. Per associazioni del Terzo settore ed ex ONLUS, l’avviso dettaglia la documentazione relativa al RUNTS e il nulla osta del parroco o del responsabile dell’ente ecclesiastico che attesti l’operatività presso l’oratorio.
Il primo controllo utile è dunque sull’identità del richiedente. Il soggetto che presenta la domanda deve poter dimostrare i requisiti previsti e assumersi gli impegni connessi al progetto. Una descrizione convincente delle attività non sostituisce questa verifica preliminare.
Tre ambiti di attività, collegati all’educazione
Il bando contempla interventi per la formazione di chi svolge funzioni sociali ed educative; ricerche e sperimentazioni su metodologie innovative; progetti educativi, anche interdiocesani, che integrino istruzione, formazione e pratica sportiva. La proposta deve riguardare almeno una delle tipologie ammesse.
Il collegamento fra sport ed educazione va reso concreto. Se si propone un’attività motoria, è utile spiegare quali partecipanti si intendono raggiungere, come verranno accompagnati e quali obiettivi educativi si vogliono perseguire. Il semplice elenco di discipline non descrive ancora un percorso.
Un esempio progettuale potrebbe affiancare incontri sportivi regolari e formazione degli operatori sulla gestione del gruppo. Un altro potrebbe sperimentare laboratori nei quali movimento e collaborazione aiutino a coinvolgere ragazzi con esperienze differenti. Sono esempi di impostazione, non progetti già approvati o automaticamente finanziabili.
La dotazione nazionale e il limite per progetto
Le risorse dell’annualità ammontano a 6,5 milioni di euro e comprendono anche le attività strettamente necessarie alla gestione operativa. L’avviso richiama una distribuzione territoriale finalizzata a sostenere almeno 125 progetti, secondo la tabella allegata al decreto. Eventuali risorse residue seguono la graduatoria di merito nazionale.
Il massimale di 50.000 euro non equivale a un importo assegnato a chiunque presenti domanda. Occorrono ricevibilità, ammissibilità, valutazione e concessione. Anche il costo complessivo della proposta e il contributo richiesto devono essere indicati separatamente nel budget.
Il budget deve raccontare le attività
La previsione economica deve mostrare voci di spesa riconducibili al progetto e gli eventuali apporti di altri soggetti pubblici o privati. Fra le esclusioni indicate figurano costi del personale già dipendente, acquisti di mezzi di trasporto e interessi bancari. Il documento prevede inoltre una quota forfettaria entro il limite stabilito del 10%.
La coerenza economica si verifica collegando ogni voce a un’attività: quante ore, quali materiali, quale servizio e per quanti partecipanti. Questo rende il progetto più leggibile e aiuta a evitare che una cifra complessiva nasconda passaggi organizzativi ancora indefiniti.
Partecipare insieme richiede un capofila
È prevista la partecipazione associata, con l’impegno a costituire un’Associazione Temporanea di Scopo prima della convenzione. Già nella candidatura deve essere individuato il capofila, che sarà interlocutore del Dipartimento, destinatario del contributo e responsabile del suo utilizzo per la realizzazione del progetto.
La collaborazione ha quindi una dimensione formale oltre a quella educativa. I partner dovrebbero concordare attività e responsabilità prima dell’invio, così che il programma non dipenda da intese ancora da definire. Il bando richiede una proposta unitaria, non la semplice somma di disponibilità generiche.
Come vengono valutate le proposte
La griglia assegna fino a 100 punti fra qualità della proposta, reti e partenariati, impatto e sostenibilità, congruità economica. Sono previsti anche punteggi premiali. Fra gli aspetti considerati compaiono attività per minori e persone con disabilità, contrasto a discriminazioni e violenza, coinvolgimento di scuole, istituzioni locali ed enti sportivi.
Un altro elemento è la possibilità che il progetto continui dopo la fine del finanziamento. Per descriverla non serve promettere una durata indefinita: occorre spiegare quali risorse, competenze o collaborazioni potranno mantenere attive le componenti essenziali del percorso.
Gli indicatori dovrebbero essere pertinenti agli obiettivi. Il numero degli incontri misura l’attività realizzata; la frequenza dei partecipanti aiuta a osservare la continuità. Un riscontro degli operatori può aggiungere informazioni sulle difficoltà incontrate. Sono misure diverse, da scegliere in funzione di ciò che la proposta intende ottenere.
Avvio, conclusione ed erogazione
I progetti devono iniziare entro febbraio 2027 e concludersi entro il 31 dicembre dello stesso anno. Dopo la concessione, l’avviso prevede la sottoscrizione digitale della convenzione entro 30 giorni dalla comunicazione, alle condizioni riportate nel documento.
Il contributo è articolato in tre quote: 30%, 50% e 20%. Le erogazioni dipendono dalle richieste e dalla documentazione previste, con il saldo successivo alla conclusione e alla verifica amministrativa. Non si tratta quindi di una somma integralmente disponibile fin dal momento della candidatura.
La rendicontazione finale comprende attività svolte, beneficiari, criticità, risultati e giustificativi economici. Pianificarne la raccolta durante il progetto evita di dover ricostruire tutto alla fine. Il calendario delle entrate deve inoltre essere compatibile con quello degli impegni di spesa.
Il controllo prima dell’invio
Un cronoprogramma utile distingue preparazione, svolgimento delle attività e valutazione. La formazione degli operatori, per esempio, deve essere collocata in modo da sostenere il lavoro con i partecipanti; la raccolta dei riscontri deve avere tempi compatibili con la conclusione. Mettere in sequenza questi passaggi permette di verificare se le risorse umane previste siano sufficienti.
La relazione può anche chiarire come verranno raggiunti i destinatari e quali ostacoli alla partecipazione si intendono affrontare. Se l’obiettivo è coinvolgere chi frequenta poco le attività, la sola pubblicazione di un calendario potrebbe non bastare. Descrivere il rapporto con famiglie, scuole e realtà del territorio rende più concreta la proposta.
La domanda deve comprendere relazione descrittiva, cronoprogramma, riferimenti amministrativi e di comunicazione, budget e documentazione richiesta per il tipo di ente. Occorre controllare anche i vincoli relativi alla presentazione di una sola istanza e all’eventuale partecipazione associata.
Per problemi informatici il Dipartimento indica supporto.avvisibandi@coninet.it; per informazioni sul bando programmazionesport@governo.it. La scadenza da conservare resta 9 ottobre 2026, ore 12. L’apertura delle domande offre ora agli enti un’occasione concreta per finanziare percorsi nei quali la pratica sportiva sia parte di un lavoro educativo riconoscibile e documentato.